Pubblicato in: Se sogno deve essere che sia d'oro

La Festa del Paradiso

A mezzanotte e mezza, orario indicato dall’Astronomo di Corte come propizio, terminate le ambascerie terrene, cade il sipario di raso e un angelo giunge ad annunciare la rappresentazione.
E’ la notte del 13 gennaio del 1490 e il Castello degli Sforza è avvolto nel buio. La Sala Verde, la più bella del castello, affrescata da Leonardo, è stata addobbata con coperte di raso alle pareti, addobbi sfarzosi ed eleganti decorazioni. La sala è lunga e stretta, con sette finestre che affacciano sul cortile del castello. I gentiluomini stanno sulle gradinate sulla sinistra. Di fronte a loro, su un palchetto più piccolo, i musici. A sinistra il tribunale d’onore, ricoperto di drappi lussuosi, per i duchi e i personaggi piu’ di rilievo. Di fronte all’entrata, in corrispondenza dell’altare della cappella, l’apparato allestito per la rappresentazione, realizzato su progetto di Leonardo da Vinci commissionato da Ludovico il Moro per onorare Isabella d’Aragona. Autore del libretto della festa è Bernardo Bellincioni.

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Cose dell’altro Secolo alla Feltrinelli di via Appia

libroAlcune immagini dell’incontro alla Libreria Feltrinelli di via Appia a Roma con Daniele Aristarco che ha conversato del suo libro Cose dell’altro Secolo (Edizioni EL, Einaudi Ragazzi, Emme Edizioni) con giovani studenti perspicaci e curiosi, che gli hanno rivolto le loro domande e le loro argute osservazioni.

E’ stato davvero un piacere incontrare la grazia e la generosità di Daniele Aristarco, che non si è risparmiato davanti ai suoi giovani lettori, raccontandogli delle sue prime esperienze di scrittura, del suo rapporto con la pagina bianca, delle strade dell’ispirazione, insieme a aneddoti e racconti interessanti di un secolo da poco trascorso, così vicino ma anche così lontano.

Ed è stato molto bello osservare l’attenzione dei ragazzi restare viva per più di due ore, a dimostrazione di quanto spazio possa ancora esserci nelle vite di questa generazione iper-teconologica, quando incontra insegnanti sensibili e illuminati e scrittori intelligenti e delicati.

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Pubblicato in: Citazioni, Filosofia

La parola, secondo Gorgia

gorgia-encomio-di-elena(…) Se poi fu la parola a persuaderla e a illuderle l’animo, neppur questo è difficile a scusarsi e a giustificarsi così: la parola è un gran dominatore, che con piccolissimo corpo e invisibilissimo, divinissime cose sa compiere; riesce infatti e a calmar la paura, e a eliminare il dolore, e a suscitare la gioia, e ad aumentar la pietà. E come ciò ha luogo, lo spiegherò.

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Pubblicato in: Citazioni, Traducendo per amore

Dire quasi la stessa cosa

copj170-aspChe cosa vuol dire tradurre? La prima e consolante risposta vorrebbe essere; dire la stessa cosa in un’altra lingua. Se non fosse che, in primo luogo, noi abbiamo molti problemi a stabilire che cosa significhi “dire la stessa cosa”, e non lo sappiamo bene per tutte quelle operazioni che chiamiamo parafrasi, definizione, spiegazione, riformulazione, per non parlare delle pretese sostituzioni sinonimiche. In secondo luogo, perché davanti a un testo da tradurre, non sappiamo quale sia la cosa. Infine, in certi casi, è persino dubbio che cosa voglia dire dire. Continua a leggere “Dire quasi la stessa cosa”

Pubblicato in: shakespeare

La colpa, Bruto, Non è nelle nostre stelle ma in noi, Se siamo schiavi.

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“(…)Gli uomini talvolta sono padroni
Del loro destino; la colpa, Bruto,
Non è nelle nostre stelle ma in noi,
Se siamo schiavi. Bruto e Cesare:

Che c’è in quel “Cesare?” Perché quel nome
Deve risuonare più del tuo?

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Pubblicato in: Schede Libri

Shakespeare, l’invenzione dell’uomo. Harold Bloom

copj170-aspHarold Bloom
Shakespeare – L’invenzione dell’uomo
BUR saggi

“Il più celebre drammaturgo di tutti i tempi, William Shakespeare, raccontato dal più antiaccademico studioso dei nostri tempi, Harold Bloom. Un binomio dal risultato inatteso, perché l’interpretazione “nuova” che Bloom dà di Shakespeare è in realtà la più antica ma forse anche la più profonda.

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Pubblicato in: Agenda

Apre a Roma la Libreria Teatro Tlön

14469531_783545741784857_5762087605931240793_nDomani, 2 ottobre 2016, apre a Roma, in via Nansen 14-16, alla Garbatella, la prima libreria teatro, nata dal progetto di filosofia di strada Tlön, “L’Università dell’Immaginazione”, che ha già dato vita a una casa editrice di libri di filosofia e spirtualità.
Il nome Tlön rimanda a “Tlön Uqbar, Orbis Tertius”, il racconto di Jorge Luis Borges, pubblicato all’interno della raccolta “Finzioni” (Ficciones), in cui Tlön  è un pianeta immaginario, creato grazie alla condivisione delle idee, a uno sforzo di immaginazione collettivo, che se realizzato potrebbe anche cambiare il mondo.
La festa di inaugurazione prevede in programma una serie di microconferenze, in cui personaggi più o meno noti potranno raccontare le proprie storie sul piccolo palco della libreria teatro.
Gli ideatori del progetto propongono un modo di fare filosofia all’insegna dell’ironia e suggeriscono vie di integrazione tra poesia, filosofia e psicologia. 

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