Pubblicato in: Se sogno deve essere che sia d'oro

La Festa del Paradiso

A mezzanotte e mezza, orario indicato dall’Astronomo di Corte come propizio, terminate le ambascerie terrene, cade il sipario di raso e un angelo giunge ad annunciare la rappresentazione.
E’ la notte del 13 gennaio del 1490 e il Castello degli Sforza è avvolto nel buio. La Sala Verde, la più bella del castello, affrescata da Leonardo, è stata addobbata con coperte di raso alle pareti, addobbi sfarzosi ed eleganti decorazioni. La sala è lunga e stretta, con sette finestre che affacciano sul cortile del castello. I gentiluomini stanno sulle gradinate sulla sinistra. Di fronte a loro, su un palchetto più piccolo, i musici. A sinistra il tribunale d’onore, ricoperto di drappi lussuosi, per i duchi e i personaggi piu’ di rilievo. Di fronte all’entrata, in corrispondenza dell’altare della cappella, l’apparato allestito per la rappresentazione, realizzato su progetto di Leonardo da Vinci commissionato da Ludovico il Moro per onorare Isabella d’Aragona. Autore del libretto della festa è Bernardo Bellincioni.

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